UOMINI E STATUE

La mascolinità si caratterizza per l’azione, il fare, guardare mentre la femminilità, per la passività, lasciandosi guardare e facendosi fare … Fatto salvo nell’atto del femminicidio. Quando sono “assassinate”: la qualificazione di passive le rende soggetti responsabili del proprio annientamento finale.

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Di Laura Lecuona *

Traduzione di Tilo Pez

Un poeta e diplomatico scrivendo le sue memorie non ha alcun rimordimento evocando quei tempi, in cui essendo console a Ceylon, “deciso a tutto ” ha presso la sua donna di servizio fortemente per il polso, la portò al letto, la spogliò e la ha sottoposto a un coito senza che lei avesi acconsentito e al quale non ha partecipato. “Il rapporto è stato quello di un uomo con una statua”, riassumeva lui francamente. “È rimasta tutto il tempo impassibile e con gli occhi aperti.” Lei è una paria; Lui, uno scrittore rispettato e riconosciuto internazionalmente.

Diverse generazioni di adolescenti hanno recitato incantati i suoi “Venti poemi d’amore e una canzone disperata”. Coloro che desiderano approfondire la sua vita e il suo lavoro si subiscano le 416 pagine del suo “Confesso che ho vissuto”, pubblicato nel 1974, tre anni dopo che il famoso cileno ricevette il Premio Nobel per la letteratura, quelli che posando il libro sul proprio tavolino ancora lo vogliono e lo ammirano e forse pure di più.

Sono dovuti passare quattro decenni perchè la giornalista Carla Moreno Saldías richiamasse l’attenzione sul passaggio e segnalassi ciò che è sempre stato lì, sotto gli occhi di tutti: Pablo Neruda nella sua autobiografia, e lontano dal minimo pentimento, racconta che nel 1928 ha stuprato una ragazza Tamil … e non succede nulla. La sua immagine rimane intatta, la sua vita segue il suo corso tranquillamente, i suoi libri non smettono di essere ristampati, gli innamorati continuano a sospirare con su poesia.

Le migliaia e migliaia di persone che tra il 1974 e il 2015 hanno letto quell’episodio della vita del loro idolo, non li hanno dato alcuna importanza? Lo hanno minimizzato? Hanno chiuso un occhio, mantenendo un prudente silenzio per non compromettere la reputazione del famoso poeta che avrebbe potuto scrivere, ad esempio: “la notte è stellata e tremano le stelle blu e gli astri in lontananza”? O forse uno stupro, descritto con dovizia di dettagli e senza ambiguità, normalmente passa ugualmente inosservato?

Quando le femministe denunciamo la cultura dello stupro e segnaliamo che la violenza contro le donne sta normalizzata ci stiamo riferendo a che: è così onnipresente, pervasiva, che nonostante non la nominiamo, e tante volte nemmeno la vediamo anche si c’è lì, di fronte a nostri occhi. Spesso, né anche le donne che sono state violentate lo nominano quel episodio con il proprio nome. Così come quotidianamente innumerevoli sopportano stoicamente lo stupro coniugale, come si aprire le gambe e lasciarsi penetrare senza desiderio è davvero il loro dovere. Dopotutto è suo marito che sta lì per proteggerle …dagli altri uomini.

Ci sono persone che considerano agli stupratori “malati”, “psicopatici”, “pervertiti” o “mostri”, come si il problema fosse soltanto in loro e fossero la eccezione. In realtà gli stupratori sono la cosa più normale del mondo. Il molestatore, lo stupratore e il femminicida sono come soldati che ricevono il comando e seguono le istruzioni alla lettera. Non sono alcuna anomalia del sistema, ma la sua logica conseguenza e di fatto il suo sostegno. La violenza contro le donne svolge una funzione fondamentale per il patriarcato: mantenerle sottomesse e perpetuare la loro oppressione. Si non ci fossi la permanente possibilità di venire stuprate o assassinate quando non fanno quello che gli uomini vogliono, l’intera struttura patriarcale collasserebbe. A questo mondo machista, non piacciono le donne disobbedienti e libere; Li vuole compiacenti. Non è necessario stuprarle a tutte: con la sola minaccia già è sufficiente. Ugualmente che non c’è bisogno che tutti gli uomini siano stupratori o feminicidi perchè assolutamente tutti si vedano beneficiati da questo diligente lavoro delle guardie dello status quo.

L’Amore romantico, la pornografia, la prostituzione, la cavalleria, e i ruoli sessuali sono i supporti indispensabili per questa cultura basata sulla soggezione delle donne e sulla supremazia degli uomini che chiamiamo patriarcato;. Veniamo socializzate in modo tale di farci credere che è così che deve essere; Che sempre è stato così e che inevitabilmente lo sarà sempre. L’immagine del “uomo attivo” e della “donna passiva” non vale più solo per le relazioni sessuali, ma per tutte le interazioni sociali. La mascolinità si definisce intorno all’azione e la femminilità, alla passività nel lasciandosi guardare e permettendo che li facciano … Tranne il caso del femminicidio. Lì sono “assassinate”: la voce passiva le fa soggetti responsabili del proprio e definitivo annientamento.

Il femminicidio e lo stupro sono le forme più brutali di violenza che tuttavia stanno sempre lì, e si presentano immancabilmente. Si molte volte non avvertiamo nemeno le manifestazioni più estreme, che dire di quei modi sottili di comunicarci tutto il giorno, attraverso la cultura, i media, l’istruzione, che le donne sono inferiori ed esistono solo per obbedire e per compiacere ? Questa propaganda è parte del piano: per farci credere che questo è l’ordine naturale delle cose, che per entrare o restare nel gioco, le femmine devono sorridere ed essere rassegnate, e mai dovranno ribellarsi in alcun modo.

Per finire osserviamo che dopo le regine di bellezza e le statue; Sono i sex robot l’esempio più rifinito di femminilità; è l’ideale di donna perché essi stano zitte e stanno come assenti, lontane e insofferenti; Come si fossero morte.

* Laura Lecuona ha studiato Filosofia all’UNAM e ha dedicato la sua vita professionale al mondo dei libri. È autrice del saggio Le donne sono esseri umani (Women are human beings; Segretaria della Cultura, 2016), introduzione per indossare gli occhiali viola. In HuffPost gestisce un Blog in cui fa sfoglio della sua formazione in Filosofia parlando di femminismo.