IL TALLONE D’ACHILLE DEL MODELLO NEOZELANDESE DELLA TOTALE DEPENALIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA DEL SESSO E’ :

lo sfruttamento forzato nel commercio del sesso  di bambine  minori di 12 anni è il vero tallone d’Achille del modello neozelandese …. 

 

Link originale : https://www.stuff.co.nz/national/crime/96775581/nzs-underbelly-of-forced-sex-trade-involves-kiwis-as-young-as-12-researcher-says

Pulbicado el 12 Septiembre 2917

Autore: JAMES PAUL

Link in  spagnolo: https://traductorasparaaboliciondelaprostitucion.weebly.com/blog/el-lado-oscuro-de-la-prostitucion-forzada-en-nueva-zelanda-implica-a-ninas-de-12-anos-segun-una-investigadora

Traduzione del inglese allo spagnolo e all’italiano di Tilo Pez

Natalie Thorburn, Accademica, specializzata in prostituzione forzata, ha realizzato una ricerca per il suo master sul lavoro sociale dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda.

Ci racconta di avere intervistato all’incirca una dozzina di lavoratrice sessuali adolescenti , bambine di 12 anni e altre ancora più piccole, obbligate a prostituirsi in Wellington, Nuova Zelanda.

Conforme al risultato della sua investigazione la tratta delle bambine per lo sfruttamento sessuale è numericamente molto al di sopra di quello che credono o sanno la gran parte delle persone.

Natalie Thorburn, lavora nel “Rifugio per Donne” mentre finisce il suo master,  racconta lo difficile e duro che è stato ascoltare le storie personali di queste bambine prostituite, e  hanno raccontato quello che sono le loro vite vendendo sesso nelle strade da quanto avevano 12/16 anni. Non è facile parlare con loro, perchè fuggono. Non parlano facilmente perché sono gravemente traumatizzate e si vergognano .

La crescente domanda di bambine e ragazze giovanissime per il mercato del sesso, come oggetti sessuale, si traduce automaticamente nell’aumento dei numeri della tratta di minori per essere sfruttati sessualmente.

Costatiamo  anche che “ I prosseneti, papponi, magnaccia ” d’oggi non sono più  un piccolo gruppetto di uomini per bene appartenenti a un Club privato, ma sono diventati bande che girano negli intorni per reclutare o rapire giovani, utilizzano nuove tecniche e modalità, approfittando  sopratutto delle situazioni di vulnerabilità delle loro vittime.

Analizzando i I clienti” o meglio chiamarli per quello che sono  i puttanieri ”  scopriamo che la maggiore parte di questi  sono prevalentemente uomini bianchi, spossati, appartenenti a tutte le professioni che vanno dagli  imprenditori, impiegati pubblici, agli operai…ecc che specificamente vogliono adolescenti  e sempre più giovani.

Una delle nuove tecniche d’adescamento con le quali le vittime cadono più facilmente nelle reti della Tratta è fidandosi di uno che si presenta e la conquista, seducendole e facendosi passare per fidanzato corteggiandole, in una relazione  che Thorburn chiama “ L’illusione d’amore ”.

Un’altra specialista Tania Blomfield, assistente sociale specializzata in abuso sessuale, racconta il caso di una bambina di nove anni,  alla quale  la madre la lega al letto quando torna dalla scuola per obbligarla a praticare sesso con gli uomini. Nono solo questo, ma  purtroppo abbiamo casi in cui sono gli stessi genitori tossicodipendenti  a vendere le figlie per comprarsi  la droga.

Gli adescatori  una volta che hanno individuato la vittima,  avvicinano specificamente  la bambine che vedono più vulnerabili,  anche si queste sono ancora molto piccole, cominciano guadagnandosi la loro fiducia, in un secondo momento le stuprano e le costringono a fare sesso fino a quando l’adescatore acquisisce una posizione di potere sulla minore ottenuta fondamentalmente sottoponendola a una serie di violenze crescenti a cui sottopongono la vittima, fino a convincerle che non hanno altra possibilità che continuare nelle mani dei propri abusanti/sfruttatori che finiscono il loro lavoro vendendole a altri papponi.

Ed è soltanto per il terrore a i pestaggi e agli stupri che:

“ decidono ?” ; “ Scelgono? ” di  accettare  vendersi  sessualmente,  perché si non accettano, o si se oppongono continueranno ad essere pestate, stuprate anche collettivamente dai membri delle bande di magnaccia fino ad che non si arrendono  e quando non riescono a piegare la loro volontà ,   gli aguzzini arrivano persino a ucciderle si non accettano di prostituirsi, perchè diventa troppo rischioso liberarle in quelle condizioni. 

Si,  questa è la situazione,  come si può sostenere che queste minori “ hanno scelto ?” ; “ che si vendono per la loro libera scelta cioè volontariamente ? ” NON!! La verità è che lo fanno solo per il terrore a essere pestate, stuprate o assassinate. Possiamo chiamarle “lavoratrici sessuali volontarie? si può ancora parlare di prostituzione volontaria?  ”.

Quello che sto dicendo:  è che tutto questo nel giro della liberalizzazione totale della commercio del sesso  della Nuova Zelanda questo è la regola e non la eccezione, ed è tanto comune e normale  che accade in tutte le città, questa realtà è molto più stessa di quello che la maggioranza delle persone credono o sanno.

Parlando con queste vittime ci raccontano che vedono per se stesse un futuro nero, ammettendo che nella posizione o situazione in cui si trovavano nel momento dell’adescamento, erano tanto disperate, che trovare quel uomo adulto  disposto ad aiutarle e  prendersi cura di loro, lo avevano considerato  un’aiuto positivo per la propria vita invece (possiamo presumere senza molto timore a sbagliare che in realtà era  un magnaccia ) .

Sempre Thorburn arriva alla conclusione che c’è  la totale ignoranza delle persone e persino possiamo parlare quasi di una mancanza di coscienza e consapevolezza generalizzata intorno alle vere motivazioni e situazione, non conoscendo il vero significato di quelle etichette che comunemente mettono per collegare i fatti:

  • Sesso con forza lavoro;

  • Vendita di sesso con traffico per fini allo sfruttamento sessuale

  • Forza lavoro con traffico sessuale….ecc

Tutte queste considerazioni ci conducono a una  realtà, che conforme a i  dati riportati nell’investigazione e le statistiche,  negli informi della polizia o degli uffici di Stato non riflettono la effettiva situazione nei loro risultati, perchè in questi  mancano completamente i fatti riferiti e raccontati delle vittime, perchè non hanno il coraggio di esporsi, di   rischiare e dare un passo in avanti e raccontare la vera situazione e le difficoltà nella quale si trovano.

Si questa è la situazione come possiamo sorprenderci che il pubblico in generale sia disinformato e conseguentemente ignori questa realtà , che non si  riesce nemmeno a differenziare quello tra cosa deve essere qualificato come violenza famigliare o violenza sessuale.

Non discuto si la nostra legislazione è o non solida o giusta. Sicuramente il nostro problema oggi è semplicemente che non è applicata, e di conseguenza non viene rispettata.

Thorburn spera al meno di vedere alcune migliorie con la applicazione e messa in pratica del lavoro dell’assistenti sociali , e come minimo cominciare con una ottimizzazione sopratutto nel settore della salute.

In fine, abbiamo urgente bisogno di contare con strutture e con altri organismi, istituzioni, associazioni di attivisti contro la violenza sessuale che sopratutto riescano a comunicare con le vittime.

Abbiamo urgente bisogno di farci le domande giuste, per ottenere le risposte corrette ma  sopratutto effiicienti .