È NELLE CONTRADDIZIONI CHE CI RITROVEREMMO

Link originale http://mujeresenlucha.es/2018/10/12/en-las-contradicciones-nos-encontraremos

Di: Irene Ventura ( @_sorrynotsorryb )

Traduzione di Tilo Pez

Siamo circondate dal patriarcato. Credo che tutte coincidiamo in questo e si credete che ci sia un po ‘di spazio libero da lui, molto probabilmente è solo un’illusione ottica, una bolla d’irrealtà in cui state abbastanza comode, però il mondo non è così. Questo è qualcosa con la quale dobbiamo convivere e combattere, ma soprattutto tenere sempre presente che il patriarcato sta anche in noi.

Siamo piene di contraddizioni. E non succede niente, è logico e normale che trovi delle contraddizioni tra i tuoi ideali, gusti e scelte, siamo esseri umani complessi. Però questo non vuol dire che i tuoi principi siano invalidati, purché tu ne sia consapevole e in grado d’identificarli e analizzarli.

Molte volte ho avuto la sensazione che, nell’identificarmi come femminista, venivo sottoposta a un esame costante, dovevo avere sempre pronta ogni risposta, avrei dovuto già analizzato ognuna delle situazioni del mio io passato, presente e futuro. Automaticamente ti converti in un essere di luce, libera da ogni socializzazione passata, che ha modificato tutti i tuoi gusti e possiede la verità assoluta e si no, è cosi, tutto il resto non vale, si annulla.

Ho tentato in molte occasioni trovare risposte a tutte queste cose sulle quali nutrivo dei dubbi su me stessa, mentre tentavo di risolvere le mie contraddizioni, di cambiarle. Tuttavia la riflessione teorica, soprattutto è l’unica che ci potrà portare all’angoscia e alla frustrazione. Per molto analisi che facciamo, ci sono molte cose che non cambieranno cosi … della notte alla mattina seguente. E questo è indispensabile comprenderlo e accettarlo, perchè è giusto con ciò che dobbiamo imparare a convivere.

Come ho detto, siamo complesse, come una ragnatela di esperienze, gusti, e una infinità di cose, modellate per il tempo e la società. Questo non è così semplice di cambiare. Prima di tutto dobbiamo ammirare la nostra attitudine a i cambiamenti, perchè già di per se è un passo gigantesco per effettuare l’ analisi completo di noi stesse. È in questo analisi, che inevitabilmente troveremo aspetti che comunque sono parte di noi. I di fronte a questi possiamo solo essere consapevoli di essi, sapere perché non si adattano al nostro modo di pensare, ma di nessuna maniera, dobbiamo sentirci male o colpevole per questo, né usurarci nel tentativo di comprenderlo.

Quello che sto cercando di dire è che non mi considererò “una cattiva femminista” per nessuna di questo che genera le mie contraddizioni, né lo farò in rispetto alle altre sorelle o compagne. Non voglio che esista un femminismo buono e un altro cattivo, né che si possa essere più o meno femminista di chiunque altra. Non voglio che il femminismo sia quantitativo. È giusto che ci siano linee rosse, e anche io l’ho, come ugualmente so che in certe occasioni nel mio passato, sono stata dall’altra parte di quelle linee. Però che alla fine, e con questo analisi su noi stesse che ci convertiremo in quello che vogliamo essere. Comprendo l’incomprensione che può risultare, ascoltare o vedere quello che alcun’altra fa e pensa al contrario di quell’azioni, tuttavia considero che abbiamo cose più importanti sul tavolo, di cui parlare, dibattere e cambiare.

Perché il femminismo non è individuale; È sociale, globale, lotteremo insieme contro il nostro nemico comune e non ci convertiremo proprio nel nostro…”nemico”.