5 ATTEGGIAMENTI MACHISTA CHE HANNO GLI UOMINI GAY E CHE GIÀ È ORA DI CAMBIARE

In quanto uomini cresciuti in una società patriarcale, i maschi gay non sono liberi dei comportamenti e gli atteggiamenti machisti e di conseguenza anche misogini.

Pubblicato 27 settembre 2018,

Link originale: https://www.buzzfeed.com/beatrizserranomolina/machismo-hombres-homosexuales

Beatriz Serrano

Redattore di BuzzFeed, Spagna

Traduzione di Tilo Pez

Il patriarcato ha gli artigli molto lunghi, così che come maschi cresciuti in una società machista, gli uomini omosessuali non sono liberi dei comportamenti e atteggiamenti che, consciamente o inconsciamente, non fanno altro che collaborare per la perpetuazione di questo sistema.

È ovvio che gli uomini omosessuali non ci perseguitano nelle strade, né ci gridano ogni tipo d’imprecazione da una macchina in movimento, si non rispondiamo come loro desiderano o vogliono che una donna “carina” faccia; né sono gli autori o causa di stupri né omicidi machista. Tuttavia questo non significa  che alcuni atteggiamenti misogini di loro continuano a essere un problema per noi.

1.Disprezzo costante per le vulve.

C’è uno scherzo ricorrente tra alcuni gay’s ( che servono solo per dimostrare  semplice  la loro avversione della vagina. Si esprimono come si una vagina equivalesse a un sacco di pesci marci. Nel mondo “Drag” statunitense, molto di moda nei nostri paesi grazie ai reality show come ‘RuPaul Drag Race’ dove utilizzano persino l’aggettivo ‘pesce’ per riferirsi all’odore che loro presumono abbiano le nostre vagine o riferito a un drag queen che assomigli o che si presenta interamente come una donna …

Questo costante disprezzo verso la vagina  che provoca disgusto  tra gli uomini gay, molto spesso manifestando con  gesti il loro disprezzo accompagnandolo con espressioni tali per dichiarare il ribrezzo come… “via, …porta via questo da qua”; anche per fare riferimento a qualcosa di spregevole dicono questo è “più brutto di una vulva”; Su qualcosa che fa schifo ” è peggio di una vulva” e così via e …costantemente. L’idea che le vulve siano brutte, puzzolenti o schifose è profondamente misogina, oltre a perpetuare i nostri condizionamenti su quello che abbiamo tra le nostre gambe. Pero non solo questo, ma continuiamo ad assumere che tutti gli uomini hanno il pene e tutte le donne hanno vulva come se vivessimo dentro gli autobus della campagna “Hazte Sentire” (campagna spagnola dei bus anti-trans con le scritte nelle fiancate “ I ragazzi hanno pene e le ragazze hanno vulva” )

Noi donne  abbiamo già molte parti del nostro corpo,  che a causa dei prevalenti canoni estetici, ci fanno sentire a disagio e  vergognarci nonostante siamo assolutamente normali: rughe, smagliature, cellulite, capelli grigi o rottoli sono alcuni esempi di questo. Non ci piace essere circondate da persone che mostrano apertamente repulsione verso un’altra parte del nostro corpo. Le vulve non devono essere  per noi motivo d’imbarazzo, né la costante burla dovrebbero essere normalizzate, utilizzandola a esempio di tutto ciò che è sgradevole o brutto.

2. La libertà di toccare o palpeggiare i nostri corpi.
Il fatto che un uomo non senta attrazione per le donne non gli dà il diritto, né la libertà di toccare i nostri corpi. Anche quando questo sia fatto con buone  intenzioni e persino affettuosa, è pur sempre un atteggiamento profondamente machista: “Tocco il tuo corpo perché posso, perché voglio e perché considero che non serve il tuo permesso,  io possa farlo comunque “. A i nostri corpi li dovete rispettare assolutamente e invaderli senza il nostro permesso continua a  essere una dimostrazione della vostra superiorità maschile. Chiedete prima di farlo: non vi costa nulla e molto probabile  che scoprirete che a molte donne non gradiscono che voi la sfiorate. Inoltre, si vi pare cosi strano chiedere: “Scusami, posso toccarti il sedere?”, Pensate a quanto inconsueto sia farlo direttamente.

3. Quando tutto lo femminino è male.

La riappropriazione dell’offesa è un’arma potente che le minoranze hanno usato per togliere la carica negativa a una parola e così potere utilizzarla  come positiva. Così è quello successe con la parola “finocchio” e accade anche quando alcuni maschi gay parlano tra di loro al femminile. Nella pratica è convertire quella che era sicuramente una delle forme utilizzate più frequentemente  come offesa nel cortile della scuola, trasformandola in qualcosa di affettuoso, nello  scherzo all’interno di gruppi  ristretti e di pochi amici scelti.  Tuttavia, è molto frequente sentire utilizzare il femminile solo ed esclusivamente per ridicolizzare o offendere: “sei sciocca; Sei tonta; Fai la fresca; Sei una volpe”. È qui dove abbiamo un problema.
In questa società machista e polarizzata, si ha il concetto che tutto lo maschile è buono e tutto lo femminino è cattivo, utilizzare la terminologia femminina solo per denigrare o ridicolizzare a una persona, è pur sempre lo stesso che molte persone omofobe hanno sempre fatto da tempo immemorabile agli uomini gay.


4. “Piumofobia”, “passivofobia” e dall’altra parte  l’esaltazione della mascolinità.

Un ulteriore prolungamento del problema della mascolinità tossica è la differenziazione all’interno della comunità gay,  tra il uomo mascolino da quelli che sono più  effeminatati . Perchè implica  la creazione di  un’ulteriore divisione tra omosessuali di prima e di seconda classe per il semplice fatto che quelli della secondo categoria sarebbero chi ha caratteristiche comunemente associate al genere femminino. Anche questa è misoginia pura .

Perché, come ho detto prima, lo femminino non è negativo. È proprio la mascolinità tossica causa dei più grandi problemi del machismo,  che continua a dire che l’uomo deve essere virile, forte, possedere  solidità economica, essere potente e di poche parole. Si il femminismo sostiene l’accettazione e abroga per la accettazione delle persone in tutte le sue espressioni, negare ciò che è comunemente considerato effeminato è un modo di limitare la libertà delle persone.

La piuma non è male, essere passivi (ricettore, sono i  ruoli che generalmente hanno le donne nell’idea del sesso fallocentrico) non è un motivo di vergogna, è soltanto una preferenza sessuale, e l’esaltazione del maschio di fronte alla degradazione dello femminino, è pura misoginia.

5.Posizionarsi come il centro della lotta LGBT + e togliere importanza, voce e spazio alle donne lesbiche, bisessuali e trans.

Forse perché vivono in una società che favorisce gli uomini rispetto alle donne, molti uomini omosessuali (specialmente quelli più normativi) hanno conquistato il movimento e generalmente sono il volto ufficiale della lotta LGBT +. Uno dei doveri pendenti del femminismo è quello di permettere che le donne abbiano lo stesso spazio e il riconoscimento che hanno gli uomini. Nella lotta LGBT + non devono esserci persone o cause di prima o seconda classe, e nemmeno dimenticare il ruolo importante che le donne hanno svolto nelle rivolte e conseguenti manifestazioni di Stonewall.

È dovere e lavoro degli uomini omosessuali coinvolti nella lotta LGBT +, di cedere lo spazio che permetta di dare voce a più donne e trattarle con uguaglianza. Dovrebbe essere il loro dovere preoccuparsi e approfittare dei loro privilegi per mettere sul tavolo i problemi che non incidono direttamente su di loro, come per esempio la lotta delle persone trans. Perché la G è solo un delle lettera di un collettivo in cui l’uguaglianza dovrebbe essere l’imperativo.