4 MOTIVI PER CUI IL PORNO NON DEVE CAMBIARE, MA SCOMPARIRE DEL TUTTO

Come con qualsiasi dipendenza, il cervello vuole sempre di più, più forte e più intenso. È una menzogna che le preferenze della enorme massa di consumatori del porno possono essere cambiate con un porno meno violento e non maschista.

Pubblicato 25 settembre 2018

Link originale: http://protestantedigital.com/blogs/45576/4_razones_por_las_que_el_porno_no_tiene_que_cambiar_sino_desaparecer

Autore: Diego Perez Arago, marito, padre, insegnante e Abolizionista

Traduzione di Tilo Pez

Screenshot del video promozionale del Salone Erotico 2018  di Barcellona . / YouTube

“In una società senza educazione sessuale è indispensabile che il porno cambie prospettiva”. Il porno si è amalgamato con la cultura noir, dando origine alla devastante frase delle LibFem: Nel porno “Ora comandiamo noi”.

Questa è il finale dello spot pubblicitario per il Salone Erotica di Barcellona, che apre le sue porte all’inizio di ottobre. Con “Erotico”, i promotori fanno riferimento a un eufemismo “pornografico”.

Il Salone (evento)  è stato sponsorizzato per anni da un bordello e si è reso  famoso per reclutare lavoratori “volontari” a cambio di assistere posteriormente agli spettacoli in diretta. Una celebrazione del più aggressivo neoliberalismo sessuale, in cui i fan hanno l’opportunità di vedere in diretta e con i propri occhi le attrici e gli attori dei loro sogni in carne e ossa (e olio), eseguendo tutti i tipi di “performance o spettacolo”, concedendo interviste tra stand strapieni delle ultime novità in robotica e giocattoli sessuali.

Lo spot- messaggio d’un minuto e mezzo d’ipocrisia, marketing e moralismo del video promozionale del Salone Erotico per il 2018 è riassunto come segue: “Come gli spagnoli (e sempre di più le spagnole) ricevono la loro completa educazione sessuale  dal porno machista e misogino, e poiché non esistendo una seria alternativa per la scuola o per casa, l’industria del porno ha preso l’iniziativa per riformulare se stessa. Ora, il porno lavorerà per trasmettere i valori del buon sesso, con una prospettiva femminista. Cosi riuscirà a fare cambiare le condotte ed evitare in futuro casi come quello della ‘Manada’ .

Con una abile strategia di face-washing, l’industria del porno vuole farci credere che si ha convertito al femminismo e si offre per educare sessualmente i giovani ad andare verso una società più giusta ed egualitaria. Tuttavia, qui espongo i miei 4 motivi per cui il porno non deve essere femminista, ma deve proprio scomparire.

1. Il porno è un’industria, non una ONG. Come altre industrie voraci, sopratutto quelle del sesso sono governate per le leggi della domanda e dell’offerta, e, non dai valori di giustizia e  dignità. In una società ultra globalizzata, con un capitalismo sfrenato che ci ha portato sull’orlo del collasso (i poveri sono sempre più poveri, e il ricco più ricco che mai). L’ultima cosa che dobbiamo aspettarci di una industria del calibro che ha quella della pornografia in Spagna sono lezioni di etica, e molto meno di etica sessuale. Molti di voi che state leggendo questo articolo sapranno che ormai c’è porno per tutti i gusti. Di tutti i colori e  misure, in gruppo, con familiari, con adolescenti, con bambini ecc . Con individui di tutte le nazionalità, di animazione, in costumi d’epoca. Adesso ciò che vende è il “femminismo”, quindi, fingiamo che sia possibile essere femministi e consumare porno, e aggiungiamo alla categoria tutto ciò che si possa offrire. Lupi vestiti da pecore. Ciabattini alle tue scarpe e Pornografi ai tuoi biglietti.

2. Il porno trascina le masse. L’industria della pornografia ha cambiato il suo modello: dal DVD, rivista e altre modalità sempre a pagamento HD, hanno passato alle pagine porno “gratuite” dove ciò che conta è la quantità, non la qualità, né il contenuto. Più terabyte video offre, più persone lo vedono, più traffico  genera e più denaro si guadagna con la pubblicità. La chiave del business è attirare enormi quantità di utenti. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo portano già abbastanza tempo guardando contenuti che non sono né femministi né equi. Quello che tutti sappiamo,  però che l’industria si guarda bene di  menzionare (nella pubblicità del Salone Erotico, ne sulle loro piattaforme Web) è che il porno crea addizione o dipendenza psichica in  coloro che guardano – ci sono ragazzi che guardano questi contenuti già dagli 8 anni. Come succede con ogni dipendenza, il cervello vuole sempre di più: più forte, più intenso. La stessa dose non serve al bambino che cerca la parola “seno” in Google che a quello di 15 anni che già porta più di cinque anni con la sua razione quotidiana di eccitazione sessuale della inesauribile fonte che è Internet. Pretendere di cambiare le preferenze di tutti questi consumatori in modo che un giorno tutti vedano un porno non violento e non machista è ingenuo. Però la verità  è che non è il vero obiettivo del settore. Molte attrici che producono quello che chiamano il porno “femminista” però fanno scene di porno mainstream (cioè duro e machista) in parallelo, perché è questo che da profitti più alti.

3. Il porno è prostituzione. Nella sua etimologia, la parola pornografia deriva da due parole greche: Porno (prostituta) e grafos (scrittura). Non stiamo parlando di arte, cinema, né di eros o celebrazione del sesso. L’unica cosa che viene celebrata, come indica la sua etimologia, è la prostituzione: il potere mercantile di colui che paga su quella che viene penetrata. La prostituzione di per sé è incompatibile con una società giusta ed egualitaria. Il porno e la mentalità progressista (con il suo discorso di giustizia sociale) non appiccicano neanche con Super Attach.

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4. Il porno alimenta la tratta di esseri umani. Nel  2018 troviamo che  ci sono più schiavi nel mondo come mai  sono stati in tutta la storia. Quando parliamo di schiavi, non parliamo solo di persone raccogliendo cotone, cacao o costruendo grandi strutture a Dubai, ma parliamo anche dell’accattonaggio e lavoro forzato, e specialmente qui in Europa, dello sfruttamento sessuale.

La tratta di esseri umani è un’attività che va a braccetto con le armi e il traffico di droga. Anche si il porno tradizionale ha l’etichetta di legalità, comunque troppo spesso occulta degli abusi, minacce, violenze, controlli sanitari fraudolenti, manipolazione, uso di droghe e suicidi. Di fatto, sappiamo che parte del porno che si vede su internet in forma gratuita, spesso sono la registrazione degli stupri con cui i trafficanti “addomesticano” le loro vittime.

Nei bordelli e club della Spagna, si trasmette porno H24, in modo che le donne che prostituite sapranno  cosa fare  per compiacere i clienti che arrivano, e attraversano la loro porta con fantasie sempre più perverse: quelle che non hanno il coraggio nemmeno di proporre a i loro partner regolari.

Possiamo e dobbiamo organizzare eventi di sensibilizzazione, conferenze e passeggiate per la libertà di denunciare la crisi umanitaria che la tratta implica, però quello a ciò che diamo il click nella privacy della nostra camera da letto o in bagno non deve contraddire le nostre parole.


AFFRONTARE IL PROBLEMA


Lo spot del Salone Erotico è già un evento in sé stesso. Qualcosa come la Lotteria di Natale o il cava di Freixenet. Nel 2016, la portavoce del porno sbiancato,  Amarna Miller ( attrice porno spagnola) ha recitato nella clip che posteriormente ha vinto il Leone d’argento di Cannes. Però allora il messaggio era diverso: “Tutti vedete porno, anche se fingete di essere religiosi, conservatori o decenti/onesti. Lasciate l’ipocrisia. ” Sfortunatamente, aveva ragione, molti, troppi siamo ipocriti.

Abbiamo un demogorgone con i tentacoli ben infilati nel fondo delle nostre famiglie, scuole, chiese e comunità. Nessun gruppo è salvo, questo mostro colpisce siano i pastori che le persone con responsabilità nelle chiese; oltre che a genitori, giovani e bambini di tutti i contesti e d’ogni provenienza. Tuttavia giriamo la testa e guardiamo dall’altra parte, perché chi è il coraggioso che lancia la prima pietra?

Dobbiamo svegliarci, lasciare in dietro la distruzione nella quale ci trascina la pornografia. Educare i nostri figli e le nostre figlie a una sessualità sana (non è mai troppo presto per cominciare a parlarne!), Essere più trasparente e osare  parlare di ciò che non sta andando bene, e alzare le nostre voci contro l’ingiustizia della pornografia, la prostituzione e la tratta di persone.